Era il 1200 e io, Francesca, figlia dei coniugi Da Polenta mi ritrovai a sposare un uomo che non conoscevo solo per proteggere la mia patria dai continui scontri tra la mia Famiglia e quella dei Malatesta.
Si chiamava Gianciotto quest’uomo, le ancelle mi avevano confessato che era un valoroso guerriero, ma era rimasto zoppo in uno scontro. Non era molto bello, mi raccontavano le cuoche, ma era molto fedele a ciò che amava: la famiglia e la patria.
Ero un po’ insicura, ma quando lo vidi arrivare dalla strada sterrata che conduce al grande e floreale ingresso mi innamorai all’istante.
Il giorno seguente mi sposò, poi non mi lasciò neanche il tempo di salutare i miei cari che mi portò via; durante il viaggio mi confessò che lui non era il mio promesso sposo; ma bensì suo fratello, lo aveva mandato da me a prendermi poiché lui era impegnato in un duello.
Il giovane era Paolo, Paolo il bello, era soprannominato così a corte.
Arrivai finalmente a corte e conobbi il mio futuro marito, ero molto offesa per l’oltraggio subito, lui non si era neanche degnato di sospendere il duello, ma aveva preferito mandare il fratello, credeva forse che non mi sarei accorta della differenza?
A Ravenna, casa mia, girava la voce che non fosse molto bello fuori, ma puro di cuore, a me però non sembrava: sarebbe stato più nobile da parte sua venire lui a prendermi alla mia reggia e sposarmi di persona.
Appena entrata alla reggia, mi aveva salutata, poi avevamo fatto una lunga chiacchierata e infine mi aveva comunicato che sarebbe partito molte volte per andare in guerra, e che per ogni evenienza potevo consultare Paolo.
Gianciotto non era mai a casa, Paolo, invece, mi era sempre accanto, mi consolava quando mi sentivo sola e si prendeva cura di me, così a poco a poco cominciammo a conoscerci meglio.
Un bel giorno eravamo seduti e ci divertivamo a leggere il libro che narra le avventure dell’amore impossibile tra Lancillotto e Ginevra, eravamo arrivati al punto in cui Lancillotto confessa a Ginevra l’amore che prova nei suoi confronti, la prende tra le braccia e la bacia, a quel punto smettemmo di leggere, ci guardammo e iniziammo a baciarci.
Per un po’ di tempo andammo avanti così con la scusa che leggevamo un libro, e poi invece succedeva tutt’altro, ma qualcuno ci scoprì ed andò a spifferarlo a Gianciotto che inviò questo messaggio alla mia famiglia:
Gentili coniugi Da Polenta,
ho scoperto che mio fratello e vostra figlia hanno tradito il nostro patto diventando amanti, visto che l’errore è stato compiuto da un membro per ogni famiglia il patto non verrà annullato, ma i rispettivi traditori dovranno essere uccisi, siete d’accordo?
I miei genitori risposero di sì, perciò noi due, io e Paolo, fummo uccisi da un fratello/marito.
Francesca Da Polenta
Scritto da Fra3