Lezione
di storia. Il mio prof di storia, sorridendo e avvicinandosi molto
velocemente al registro, stava per interrogare, come al solito, due
alunni della III A. Noi alunni tremavamo come dei gladiatori che
dovessero affrontare un possente leone, anche se c'è da ammettere
che i gladiatori erano nettamente più coraggiosi. Infatti noi
aspettavamo ansiosamente il verdetto dell'imperatore di turno, il
professore di storia, tremando come se ci fossero zero gradi.
Dalla
mia bocca uscirono testuali parole “Tu hai studiato?”
rivolgendomi a Cecilia, la mia compagna di banco che, come sempre,
ammiccò in segno di sì. Beata lei!
Feci
la stessa domanda ad una decina di persone e alcune mi risposero di
sì, gladiatori salvi, mentre altre risposero di no, gladiatori
morti.
Quando
tutti pensavano che fosse giunta la loro ora e seguivano il dito del
prof strisciare sul registro, ecco che il prof si alzò e andò verso
il computer.
Forse
avevamo ancora una possibilità.
Tutta
la classe tirò un sospiro di sollievo, ignara del pericolo che la
attendeva, molto peggiore di quello a cui era appena scampata. Il
prof cliccò sul primo segnalibro di firefox, estrazione
casuale,
e appena si aprì la schermata tutti si congelarono sul posto.
Inserì
i numeri per l'estrazione con un perfido sorrisetto e poi …
“Valentina, scelgo te! Prima guerra mondiale!”. Ero quasi salva …
rimaneva solo un nome da estrarre …ma Valentina coraggiosamente
rispose“Tu non hai potere su di me! Io ho la giustifica!” Ed
ecco che Valentina alzò il minibook, lentamente, e un raggio di sole
lo fece splendere come se fosse la salvezza dell'umanità per evitare
la distruzione del mondo. No dai, anche questa non era vera,
anche se sarebbe stato divertentissimo!.Banalmente, Valentina disse:
“Prof, ho la giustifica”.Il prof, rassegnato per aver perso una
sua preda, si rigirò verso il computer e CLIC ...
Mm,
un momento, c'è qualcosa che non mi torna. Adesso che ci penso
perché ho iniziato da qui? Forse perché mi piaceva l'idea? O è la
prima cosa che mi è venuta in mente? O forse sono ancora
traumatizzata all'idea che il mio professore di storia ci chiamasse
così per le interrogazioni … chi può dirlo?
Facciamo
così, ricominciamo! voi capite meglio e io riordino un po' le idee.
Dunque,
salve!
Sì,
signor correttore, lo so che le storie devono iniziare per forza con
c'era una volta, con tanto tempo fa, con una principessa e tutte
quelle palle lì. E sai cosa? Non me ne frega niente, la mia è
originale, inizia con un'interrogazione di storia!. Perché sono una
studentessa, non sono mica una principessa, un'eroina, una maghetta o
una strega, e quindi il mio libro inizia così. “E
… quindi?”
vi chiederete. Beh, quindi, caro lettore curiosone, questo libro
parla di me,
me medesima, e se non ve ne frega niente e volevate le armi , gli
amori e i draghi, chiudetelo e arrangiatevi! Questa è la mia storia!
This is my story!
Ecco,
così ho anche mischiato italiano e inglese. Visto? Sono una vera
studentessa modello. Ma torniamo a noi. Dunque, rifacciamo: salve, mi
chiamo Daiana e vivo a … ehi, saranno pure affari miei dove vivo?
Lasciamo stare i particolari, che non interessano a nessuno. Basta il
nome, no? Partiamo da una mia solita giornata. Io,
come tutte le brave persone pigre che non si svegliano mai da sole la
mattina, ho una sveglia … cioè, no. Scusate, rettifico, io non
sono una semplice persona pigra; io sono superpigra
e
quindi di sveglie ne ho ben due. La prima si può definire “sveglia
che se ti muovi ti fulmino”
(ok, so che non è bello, ma se avete qualche consiglio per il nome,
non esitate a contattarmi) ed equivale al mio gatto che si sistema
sopra i miei piedi e, appena io ne muovo uno, lui come Flash o
Wolverine, a voi la scelta, ci ficca dentro le unghie. E vi
garantisco che funziona...Ed ecco che passiamo alla seconda sveglia!.
A dir la verità, più che una sveglia è una sirena dell'ambulanza
(se non peggio) che con urla potente: «Daiana?
Svegliaaaaaaaaa …»
eccetera. Non mi metto a scrivere tutte le "a" di
"svegliaaaa" perché altrimenti verrebbe un capitolo solo
di "a" che, sono costretta ad ammettere, sarebbe piuttosto
noioso da leggere anche per un libro originale. Anche se l'idea era
buona, non trovate? No? Ehi, ehi, ehi, piano con quei pomodori!
Chiudi il libro invece di imbrattarmi le pagine! E poi come sarebbe
il secondo capitolo solo fatto di “b” ? Okay...
Dopo
quell'attacco alla roccaforte, io scatto in piedi energica e grido
«Signorsì,
signor capitano!»
e
poi corro giù a far colazione …
Seee,
magari!
«Tra
cinque minuti!»,
grido invece, e mi giro impertinente. Alla fine mio padre, dato che
nessuna delle due sveglie ha avuto un reale effetto, mi butta giù
dal letto in qualche modo. Passettino dopo passettino, con un viso
blu, livido e pestato stile gli zombie di Thriller,
mi
dirigo verso la cucina e mi siedo al mio solito posto ... ehi! A
proposito, avete notato che quando vi mettete a tavola, vi sedete
sempre nello stesso posto, come se lì ci fosse un foglietto con
scritto il vostro nome e cognome? Come alle feste di compleanno di
quando eravate piccoli e poi se vi sedete in un altro posto della
vostra tavola non vi sentite comodi?
Immagino
che non lo abbiate notato … e sì, continuate pure a far finta che
vi interessi, tanto lo so che non ve ne frega niente.
Comunque
mi siedo, prendo la prima cosa che mi capita fra le mani nella cesta
della colazione e auguro un sonnacchioso «Buongiorno»
a mia madre, e lei ricambia.
E
non mancano le frasi di mio padre, arzillo e pimpante come un grillo,
tipo «Su su, al lavoro!»
oppure «Scontare
la pena, scontare la pena!».
Che
poi dico io... quel pover'uomo si sveglia ogni giorno alle sei e a
volte anche alle quattro del mattino … si può sapere che voglia ha
di saltellare per casa, di svegliare tutta la famiglia e di gridare a
squarciagola: «Su, su, che anche oggi è una bellissima giornata!»?
Che
poi a ben vedere rompe un po' le palline a tutti, no?
Però
ci vorrebbe una bella domanda a Chi
vuol essere milionario: «Come
fa il signor Antonio a svegliarsi alle quattro del mattino urlando
"Scontare la pena, scontare la pena!" A. E' un supereroe.
B: la Nasa ci sta lavorando. C: è un vampiro. D: è pazzo. Scelga
lei».
E
devo ancora capire che pena dobbiamo scontare …
Mentre
ci penso e rimugino su questi argomenti molto filosofici, vado in
bagno, mi preparo e mi vesto, ma per privacy e per vergogna salterò
la parte in cui mio fratello apre la porta del bagnetto mentre sto
facendo pipì.
Alla
fine di questa Odissea del 2000, salgo in macchina, mi infilo nelle
orecchie gli auricolari e mi lascio trasportare dalla fantasia, così
mi sento sempre in uno di quei fighissimi video musicali in cui i
personaggi vengono ripresi di profilo mentre cantano in playback la
canzone. Potrei farne anche io uno così, solo che di solito nei
video fighi ci sono i bei paesaggi, tipo l'Arizona o il Gran Canyon …
io ho soltanto la strada inquinata che mi porta fino a scuola. Ma
ovviamente ci sono sempre degli ostacoli che ti impediscono di farlo:
Primo
Ostacolo Leggendario: l'I-pod Scarico.
Ma
mannaggia a chi dico io, che
potrebbe essere la memoria, il cervello, i miei neuroni che fanno
quello che vogliono o qualunque santo innocente che mi ricordi, mi
sono dimenticata di caricarlo! E ovviamente a metà della mia canzone
preferita quel maledetto si spegne, lasciandomi lì da sola a
sorbirmi i discorsi di mio padre che racconta di quanto povera e
sfortunata fosse la sua gioventù.
Sì,
papà, lo so benissimo che vuoi essere compatito, ma mi dispiace
aggiornarti: il tempo passa per tutti!
Secondo
Ostacolo Leggendario: Mio Fratello.
Se
il mio Ipod è tanto clemente da non scaricarsi sul più bello, ecco
che inizio a sentire una voce stonata che canta … «Fac-cio
brut-to, fac-cio brut-to, fac-cio brut-to»
… sì, bravo Mirco... E poi che significherà mai «faccio
brutto»?
Al massimo dovrebbe essere riflessivo, ma poi «mi faccio brutto»
suona più come un insulto … oppure
«faccio le cose brutte»,
che è ancora peggio … oppure caso mai uno si fa bello mica brutto!
Mi è stato riferito da una persona che “Faccio brutto” significa
“Mi faccio figo”...No coment...
Allora
metto il volume dell'I-pod al massimo, ma ovviamente quella
maledettissima voce si sente ancora, ancora e ancora … se solo
fosse intonata! E se solo cantasse i Linkin Park!
Terzo
Ostacolo Leggendario: i Compiti.
Chi
non ha mai finito gli esercizi su qualunque mezzo di trasporto che
gli permettesse di guardare il libro e non la strada? Chi non ha mai
ripassato o studiato prima di una verifica?
Bene
… quindi ovviamente per fare questo bisogna prendere l'Ipod, dire
"ciao" al proprio video immaginario e sistemarlo nella
tasca dello zaino, in quella del giubbotto o dove vi pare. E così
passa anche il viaggio per andare a scuola. Adios musica!
”E
se non si va a scuola?”, “E se il calcio non esistesse?”
(pubblicità di Sky) “E se mia nonna avesse le
ruote?”(professoressa Bertogliatti), “E se...e se?” Oh no,non
ditemi che devo fare la seconda ipotesi, il libro diventerebbe
noioso. Facciamo così, riassumiamo...Le possibilità che uno non
vada a scuola sono 6:
-Stai
veramente male.
In
questo caso non c'è da ridire
-Hai
una verifica o un'interrogazione.
Allora
la sera prima scattano tutte le “fasi” per far credere ai tuoi
che stai veramente male.
-Tua
nonna è morta.
Che
tua nonna poi è morta un paio di volte l'anno.
-Tu
sei morto
…no
comment...
-Vacanze.
E
li...sei felice come una pasqua...ma scusate felice come una pasqua?
Che vuol dire? Sei felice come un uovo di pasqua?! Ah forse come una
festa! Cioè le feste sono divertenti allora...basta.
-Neve
o altre condizione atmosferiche e anche eventi naturali come eruzioni
vulcaniche ecc...
Tanto
comunque vada i tuoi genitori , anche se sei andato in vacanza e lo
sanno i professori, sul librettino scriveranno “indisposizione”
oppure le cose più assurde “ha male al collo”,ma scrivi
indisposizione no?!, “ Si è ustionata con un fiammifero”, ”E'
morto il gatto”, ”Il vulcano che ha costruito con la carta si è
rivelato vero”,
“ Si
è capovolta con la bicicletta”, “Si è capovolta con gli sci”,
“Si è capovolta (in generale)”. Okay, alcune me le sono
inventate per “strapparvi un sorriso” ecco...”strapparvi un
sorriso”...state attenti che a momenti esce la mia mano dal libro e
vi “strappa il vostro sorriso”.
Torniamo
a noi.
Una
volta arrivata a scuola mi unisco al mio gruppo di chiacchiera e
incomincio a parlare del più e del meno.
Non
di matematica, eh! Ed ecco che si aprono le porte dell'arena e i
gladiatori iniziano pian piano ad entrare, e pure io, insieme al mio
gruppo di chiacchiera. “Entra prima tu! . No,no entra prima tu!.
Insisto!”
Ad
un certo punto si sente un grido di qualcuno che si è svegliato
adesso: «Oggi è lunedì!».
1°Ma
va? Te ne sei accorto solo ora? 2° Appena sento quella parola nella
mia mente scatta un “NOOOOOOOO” che non finisce mai...
Perchè
per me , e come di sicuro molti altri , il lunedì è il giorno più
pesante solo per il fatto che è il seguito della domenica. Secondo
me bisognerebbe chiedere alla scuola di abolire il lunedì come nel
film di Garfield (chi non l'hai visto...amen). Dai...ammettetelo!
chi di voi la domenica non ha detto mai questa frase “No, domani è
lunedì! Non ho voglia di andare a scuola e chi si alza!” scommetto
che se contiamo come soldi tutte le volte che qualcuno ha detto
questa frase sarei milionaria. Dai facciamolo! Però i soldi me li
becco io!. Oppure un bel “DHO!” alla Homer Simpson.
Per
i ragazzini delle elementari che andranno il prossimo anno alle medie
non dite che la matematica è la vostra materia preferita perchè ,
nella maggior parte dei casi (poi ci sono le eccezioni) , non è
così! I professori sono bravissimi! Ma per quanto riguarda il mio
caso , in matematica (algebra) sono un caso perso … Voglio vedere
se dopo vi piacciono le espressioni con i monomi o i problemi con
dentro sia algebra che geometria!
“Ragazzi
mi raccomando non fate gli esercizi vedendo le regole. Prima le
studiate e poi fate gli esercizi!”, “Certo prof!” che quel
“certo prof” , per la maggior parte dei casi equivale ad un “Si
certo prof che non lo farò”, alcune volte quel “non lo farò”
può riferirsi ad un “si certo prof che non farò i compiti” ma
non divaghiamo oltre.
E
no! Cari miei lo so che volete vedere come va a finire
l'interrogazione di storia! Ma c'è ancora da dire un bel po' prima
del fatidico momento!. Volete sapere com'è andata l'interrogazione
di storia ? Se mi ha interrogato o no? Beh cari miei dovrete
aspettare il secondo capitolo! O l'uscita del libro , se uscirà non
è detto! Qesta era solo un'anticipazione! Se volete vi mando i
prossimi capitoli tanto io sono in 3^A che vi aspetto! Ciao Sabin!
Daiana
Gigliotti 3^A
Ringraziamenti
:
Silvia
Gloria Tamburi che mi ha aiutato a farmi venire l'ispirazione!