domenica 20 maggio 2012

EMERGENCY


Il giorno 11.05.12, è venuta nella nostra classe Graziella, una volontaria di Emergency, una Onlus nata nel 1994 a Milano, grazie a Gino Strada, che ha curato circa 4 milioni di persone nel mondo gratuitamente: Graziella ci ha parlato di guerra perchè vuole costruire la pace.
Emergency nei paesi dove c'è la guerra non è visto come un nemico perchè nessuno di loro porta delle armi, infatti negli ospedali di Emergency è vietato portare delle armi e i volontari non sono mai stati attaccati.
Fino alla 1° guerra mondiale le guerre venivano combattute nei campi di battaglia e quindi morivano solo soldati, ma poi si iniziò a pensare che per distruggere un paese bisognava colpirlo nel cuore della sua civiltà, come è successo nel 1963, in Spagna, dove ci fu una guerra civile con dei bombardamenti e in solo due ore morirono 2.000 persone, questo fatto fu rappresentato da Picasso nel quadro “Guernica”.
Nella seconda guerra mondiale fu anche bombardata la città artistica Dresda che era considerata sicura, infatti molta della popolazione si rifugiò al suo interno per sfuggire ai bombardamenti ma sfortunatamente gli inglesi colpirono anch'essa e in tre giorni morirono 135.000 persone.
Il 6 agosto 1945 gli Stati Uniti lanciarono una bomba atomica su Hiroshima dove morirono 135.000 persone all'istante, senza contare le vittime indirette, e pensare che 2 mesi prima gli Stati Uniti avevano detto che volevano la pace!
E poi ci furono i campi di concentramento dove morirono 6 milioni di ebrei e altre persone che venivano considerate “diverse”.
Ma le guerre non sono ancora finite, infatti oggi al mondo ce ne sono ancora 30 e dopo la 2° Guerra Mondiale ci sono state 164 guerre.
Inoltre adesso l'uomo, sempre per colpire la civiltà nemica, ha inventato armi ancor più letali come le mine-anti-uomo come ad esempio:
Valmara, costruita in Italia, uccide e mutila;
Pappagallo Verde, costruita in Russia, mutila soprattutto i bambini;
Cluster Bomb, disseminate, esplodono nel tempo;
SB-33 costruite in Italia, assomigliano ad un sasso e vengono buttate nei fiumi.
Un'altra forma di guerra è il terrorismo, nel 2004 nell'Ossezia del Nord, ci fu un attacco terroristico dove i terroristi tennero in ostaggio i bambini e le maestre di un asilo per 3-4 giorni senza nè cibo nè acqua: vi morirono 134 persone.

MA QUANTO COSTA LA GUERRA?
Nel 2012 in Italia la spesa militare è aumentata del 50%; si stanno acquistando 131 Caccia F-35 e il costo di ognuno di essi è di 99 milioni di euro, il costo totale perciò è di 13 miliardi di euro.
Un Salam Centre, un centro di cardio-chirurgia fondato da Emergency in Sudan, viene a costare 8.162.028 euro, quindi il costo di ogni Caccia-F35 ne coprirebbe 12.
Infine Graziella ci ha fatto vedere delle foto sulle vittime indirette della guerra e dopo ha risposto a tutte le nostre domande.
Questo incontro è stato molto interessante e ha suscitato molta attenzione da parte di tutti.


venerdì 18 maggio 2012

Lava e vulcani nell'Auvergne

18 Aprile 2012,
Sono le sei e la 3D, insieme alla 3F, è a Milano 2 in partenza per la Francia, con l'obbiettivo di visitare Vulcania, la terra dei vulcani.
Dopo dieci asfissianti ore di viaggio, svariate soste in diversi autogrill e una multa per eccesso di velocità (50km/h) siamo arrivati in Auvergne, una delle regioni centrali della Francia. Prima di accomodarci nell'hotel Métropòl abbiamo visitato una città vicina, Clermont Ferrand, molto bella, principalmente caratterizzata da una cattedrale nel centro della piazza costruita con mattoni di lava solidificata, proveniente dai vulcani della regione. Il giorno seguente siamo andati a Vulcania, faceva freddo e appena entrati abbiamo fatto un giro intorno al cratere di un vulcano che ci ha condotti alla prima attrazione, il Magma Explorer, che simulava il "viaggio della lava" nel vulcano. Subito dopo ci hanno lasciati liberi e noi siamo andati verso il Dragon Ride, secondo me l'attrazione più bella, un filmato in 4D, "la corsa del drago".
Dopo diverse apparizioni abbiamo mangiato in una mensa e siamo tornati in albergo. La sera stessa la nostra guida, Nino, ha provato a farci giocare ad un gioco particolare, ma non riuscendo a gestire la confusione dei ragazzi ha rinunciato a tutto. Il terzo giorno volevamo scalare il Puy De Dome, un vulcano spento, ma dato che pioveva e molti ragazzi con avevano gli indumenti adatti, ci siamo messi in viaggio facendo una piccola tappa a Riom, l'ex capoluogo della regione.
Più tardi siamo saliti sul pullman e accompagnati da tre film siamo tornati a casa.

giovedì 17 maggio 2012

La prima indagine di Theodore Boone

Theodore Boone è un ragazzino di 13 anni, vive a New York ed è appassionato di legge, ha le idee chiare su come affrontare i problemi e da grande vuole fare l'avvocato proprio come i suoi genitori. Passa la maggior parte del suo tempo in tribunale: ci va tutti i giorni prima e dopo la scuola, per seguire il caso più famoso del momento: un signore ha ucciso la moglie, ma non si hanno prove certe per confermare che sia l'omicida.


Proprio alla fine del caso, Theo si ritrova a sapere la verità: il cugino di un suo amico è un testimone oculare molto importante, però non ha un permesso di soggiorno e quindi non può presentarsi dal giudice perchè se no va in prigione.


Quando Theo non riesce più a tenere dentro di sè questo importantissimo segreto, lo confida allo zio, il quale lo convince a dirlo ai suoi genitori. Allora tutta la famiglia (zio compreso) si riunisce e decide di dirlo al giudice senza rivelare il nome del testimone.


L'autore di questo libro è Jhon Grisham, uno scrittore statunitense.

L'uomo che piantava gli alberi

Questa è la storia di un vecchio contadino che piantava gli alberi.
E' nata dalla fantasia di Jean Giono, un magnifico scrittore nato nel 1895 a Monosque, città dell'alta Provenza. Suo padre era calzolaio di origini piemontesi, sua madre faceva la stiratrice. Per andare incontro alle difficoltà economiche dei genitori Jean Giono fu costretto ad abbandonare il collegio per andare a lavorare. Nel corso della sua vita ottenne molti premi e venne "etichettato" come colui che ha descritto la natura in una lingua spoglia, semplice e naturale. E' poi morto nel 1970, ma ci ha lasciato un grandissimo capolavoro "L'uomo che piantava gli alberi."
Il contadino di cui vi parlavo all'inizio si chiama Elzéard Bouffier, un uomo con una personalità davvero straordinaria ed indimenticabile. Ha dedicato la maggior parte della sua vita ad un'opera degna di Dio, lui infatti piantava alberi.
A sentirlo dire oggi potremmo giudicare quest'uomo come un pazzo che non aveva null'altro da fare e piantava alberi. In verità non è così; avendo perso la moglie e l'unico figlio si ritirò nelle langhe desolate della Provenza, in totale solitudine, e così l'unica cosa che lo rendeva in qualche modo felice era piantare alberi.
Conduceva una vita semplice, essenziale, non possedeva nulla di superfluo. Era una persona con una grande generosità; nei confronti delle persone, perchè offrì al narratore un letto, del cibo e una calda ospitalità, ma anche nei confronti della natura che lo circondava. Un gesto così, infatti, lo poteva compiere solamente una persona con una generosità immensa.
A Bouffier interessava la vita di coloro che sarebbero venuti dopo di lui e pensava che quel paese sarebbe morto senza la presenza di alberi.
Ciò che rende l'opera del pastore stupefacente è il fatto che era riuscito a creare una foresta dal nulla, totalmente da solo. La sua determinazione, ostinazione e testardaggine l'hanno portato a raggiungere il suo obbiettivo.
A Bouffier non interessava ciò che accadeva intorno a lui: le guerre, le perlustrazioni delle guardi forestali; lui continuava imperterrito il suo lavoro, voleva portarlo a termine prima di morire.
Con la realizzazione della sua opera, Bouffier, ha reso felice più di 10.000 persone che devono a lui la loro felicità, tranquillità e gioia. Quel luogo, grazie a lui, è rinato è diventato più bello, abitabile, l'aria che si respira è allegra e leggera.
Ma per capire profondamente l'opera del pastore bisogna tener conto del fatto che ha realizzato tutto questo da solo, ha avuto molte delusioni, molto sconforto ma poi non si è mai arreso, è sampre andato avanti e senza l'aiuto di nessuno, senza la necessità che tutti sapessero cosa stesse facendo ha agito, per il bene dell'ambiente e delle generazioni future.
Il significato profondo di questo libro è il rispetto della natura e la dedizione che quest'uomo ha avuto, che traspare dalle semplici, pure ed efficaci parole di Jean Giono.
Ma è esistito davvero o è il frutto della fantasia dello scrittore?

Alberi

"Il bimbo ristette lo sguardo era triste
e i suoi occhi guardavano cose mai viste
e poi disse al vecchio con voce sognante
mi piaccion le fiabe raccontane altre"

Questa è l'ultima strofa di una canzone scritta da Francesco Guccini che parla di un vecchio, che spesso racconta fiabe al bambino che lo fanno sognare.
La canzone prospetta un futuro in cui l'ambiente naturale è un ricordo lontano e non esiste più.
Per fortuna oltre alle canzoni esistono racconti e personaggi di un libro che possono far sognare come Elzéard Bouffier del libro "L'uomo che piantava gli alberi".
"Quando penso che un uomo solo, ridotto alle proprie semplici risorse fisiche e morali, è bastato a far uscire dal deserto quel paese, trovo che, malgrado tutto la condizione umana sia ammirevole".
Lui con la sua pazienza, semplicità, solitudine, generosità e fiducia in se stesso riuscì a fare di un deserto un paese ricco di natura.
Questo libro che sembra semplice e piccolo in realtà nasconde un messaggio profondo quasi un invito alla riconciliazione fra l'uomo e la natura.
Lui faceva rinascere le foreste piantando le ghiande che trovava nei boschi; purtroppo però questo è il frutto della pura fantasia dell'autore.
Simile a questo personaggio esisteva una donna africana, Wangari Muta Maathai, che vinse il premio Nobel per la pace.
Lei incominciò a piantare alberi per impedire la distruzione delle foreste pluviali del Kenya e fermare la desertificazione.
Purtroppo accanto a persone come queste ce ne sono molte che contribuiscono tutti i giorni a distruggere l'ambiente.

martedì 8 maggio 2012

La gita più bella

Che emozione, era da tanto che aspettavo quel momento e finalmente si partì!
Erano le 05:45 e noi alunni della 3^D e della 3^F più cinque professoresse e due guide ci ritrovammo nei pressi della scuola. Verso le 06:00 siamo partiti pronti per passare tre giorni tutti insieme, eravamo molto felici, ma ci aspettava un lungo viaggio di ben sette ore circa in un pullman molto bello e anche comodo. La nostra destinazione era una piccola cittadina di nome Clermont Ferrand, capoluogo dell'Auvergne, una regione francese.
Dopo alcune fermate per permetterci di mangiare e di rilassarci un po', arrivammo a destinazione, Clermont Ferrand dove c'era una magnifica cattedrale in pietra lavica. Dopo aver finito di visitare il centro della città andammo in albergo, tutti erano molto stanchi e non vedevano l'ora di sdraiarsi sul letto per riposarsi un po' e così fecero. Era ora di cena e tutti ci ritrovammo nella sala da pranzo, il cibo non era molto buono, ma ci dovemmo accontentare. Appena finito, c'era l'intenzione di fare un gioco di gruppo, ma poi ci rendemmo conto che era già tardi e non ci giocammo. Era ora di dormire tutti andarono in camera propria, anche io e il mio compagno di stanza che si chiama Luca, io e lui restammo svegli fino alle 03:00 e ci divertimmo un sacco.
Il giorno seguente ci alzammo alle 07:45 e la colazione era fissata per le 08:00. Potevamo prendere delle brioches, del succo, del latte e della marmellata. Finita la colazione eravamo felici perchè dovevamo andare in una specie di parco divertimenti dove si spiegava anche come sono fatti i vulcani all'interno e all'esterno. A me è piaciuto molto questo parco perchè mi sono divertito insieme ai miei amici, perchè ho anche relazionato con degli alunni e alunne della 3^F, perchè ho imparato cose nuove e anche perchè ho parlato un po' di francese.
Ma la cosa più bella in assoluto del secondo giorno è stata l'uscita di sera in un bar dove abbiamo mangiato delle buonissime crepes francesi, abbiamo giocato a biliardo e al calcett: io e una ragazzina della 3^F abbiamo battuto la professoressa Basile divertendoci tantissimo!
Quando tornammo in albergo io e il mio amico Luca organizzammo un piccolo party con la musica, le patatine, le bibite e anche le luci da discoteca, invitammo molte persone e tutte tranne alcune vennero e ci divertimmo tantissimo. Finito il piccolo party tutti andarono nelle proprie camere per dormire in teoria, ma molte persone andarono in altre camere di nascosto e nell'albergo c'era un continuo via vai, ma ad un certo punto arrivò l'ora di andare a dormire.
Il terzo giorno ci alzammo molto presto verso le 06:45 perchè la colazione era fissata per le 07:00; nessuno si reggeva in piedi, soprattutto io! Finita la colazione dovevamo preparare le valigie per poi partire verso Milano, ma prima dovevamo visitare un'altra piccola cittadina e ci lasciarono un bel po' di tempo per fare compere. Era ora di partire, tutti erano pronti per affrontare un altro viaggio molto lungo, ma trovammo lo stesso il modo di divertirci guardando un film, giocando a forza quattro contro l'imbattibile Carolina oppure semplicemente parlando tra di noi. Verso le 21:00 arrivammo a Milano, tutti erano stanchi, ma felici di aver passato insieme questa fantastica gita.

domenica 6 maggio 2012

Gita a Londra!

Anche quest'anno, come del resto anche l'anno scorso, noi del corso linguistico G, abbiamo trascorso tre giorni in gita. Quest'anno siamo andati a Londra, una delle più grandi metropoli del mondo. E' bellissima questa città, piena di vita e colori, devo dire che ci ha proprio affascinati e stupiti. Con una guida abbiamo fatto dei giri per i monumenti più importanti e interessanti di Londra, e poi un pò di shopping! :D E' stata proprio una splendida gita, e secondo me ci voleva proprio, per chiudere l'ultimo anno in bellezza. Perchè sì, questi tre anni sono stati davvero una meraviglia!
Miriana.

giovedì 3 maggio 2012

UN RICORDO INDIMENTICABILE

E' l'ultimo anno alla Sabin quello della classe 3D e si è concluso con un viaggio di 3 giorni in Francia.
Sono stati giorni di divertimento, in cui si rideva e ci si emozionava per le attrazioni di Vulcania, una zona vulcanica; di litigi, perché ci sono stati dei battibecchi nella classe; di nuove amicizie grazie alla 3F.
L'anno è finito con tanti ricordi e noi ci ricorderemo i magnifici paesaggi che abbiamo osservato a Clermont Ferrand, un paesino di Auvergne. Le prime conversazioni con persone straniere sono sempre le più belle, perchè si parla per la prima volta una lingua studiata per 3 anni. 
Ma la cosa che ci rimarrà impressa secondo me è una sola: l'esperienza nell'hotel!
Le professoresse dicevano che non è una tappa importante l'hotel, ma sanno bene che per noi lo è stata. Questo perché per alcuni era forse la prima volta che dormivano con degli amici o forse in quel tipo di ambiente. Per me non è la prima volta, ma ci sono stati momenti belli con le mie compagne di stanza. 
Ricordo ancora l'odore della pasta che a noi non piaceva, ma così abbiamo conosciuto il tipo di cucina francese! 
Ricordate la serata al bar per mangiare una crepe? I francesi sanno fare delle crepes buonissime, abbiamo giocato a biliardo e abbiamo riso come se ci conoscessimo da una vita. 
Ci sono stati dei momenti durante i 3 giorni in Francia in cui eravamo liberi di fare quello che volevamo e il ricordo più bello è Vulcania; ma Vulcania è stato un luogo non solo di divertimento, ma anche istruttivo per gli esami che verranno tra poco.
Sono sicura che agli esami, quando ci chiederanno di raccontare la nostra esperienza durante in viaggio e che cosa abbiamo imparato, noi non parleremo solo di questo, ma anche dei magnifici momenti passati insieme, perché in fondo è questo che conta. 
Io parlerò solo bene di questa esperienza, sarà il ricordo che rappresenterà per me i 3 anni passati insieme.

mercoledì 2 maggio 2012

Tre giorni ad Auvergne


Le gite scolastiche o meglio i viaggi di istruzione sono in assoluto l'attività più attesa dagli studenti e noi della 3° D che aspettavamo quel momento da un anno eravamo pronti per partire per la Francia.
Il giorno 18 aprile 2012, alle 6 meno un quarto di mattina eravamo tutti al punto di ritrovo, un po' assonnati, ma felici.
Dopo il lunghissimo viaggio in pullman fatto di soste agli autogrill finalmente siamo arrivati; con zaini in spalla ci siamo avviati verso il centro di Clermont Ferrand, dove
abbiamo potuto visitare la cattedrale nera a causa della pietra lavica con cui è stata costruita. La cattedrale in lontananza spicca sopra il panorama della città circostante e subito quando siamo entrati abbiamo notato lo slancio verso l'alto che possiede, una delle caratteristiche dello stile gotico. Quando siamo entrati, abbiamo notato che questa chiesa era molto buia, ma veniva illuminata dalle numerose vetrate fatte tutte con mosaici.
Dopo averla visitata ci siamo incamminati per andare a vedere Notre-Dame du Port, un tempo basilica romana.
Più tardi siamo risaliti sul pullman per raggiungere il nostro albergo, dove abbiamo preso possesso delle nostre camere e poi siamo scesi per cenare. Con noi c'era anche un'altra classe, la 3° F e con alcuni di loro abbiamo potuto fare amicizia.
Dopo cena Nino e altre 2 nostre compagne ci hanno proposto un gioco di ruolo chiamato Licantropi, ma purtroppo molti ragazzi non volevano giocarci per molti motivi e uno di questi era la stanchezza e quindi ce ne siamo andati tutti nelle nostre stanze a riposare.
Il mattino seguente abbiamo dovuto puntare la nostra sveglia per le 6.30 e verso le 7.00 eravamo già al piano di sotto pronti per fare colazione.
In seguito siamo risaliti sul nostro pullman per andare a Vulcania, un parco di divertimento dove ci sono molte attrazioni divertenti come ad esempio il “Magma Explorer”, una spedizione a 3000 metri sotto terra su una navicella, per penetrare nella camera magmatica di un vulcano dove la temperatura supera 1000° C e grazie a effetti speciali come ad esempio la fuori uscita di aria calda, rumori e scosse ci ha fatto divertire molto, ma allo stesso tempo ci ha fatto capire molte cose dei vulcani.
La seconda attrazione si chiama “Dragon Ride” dove abbiamo potuto assistere ad una stupefacente avventura tridimensionale che iniziava con una discesa vertiginosa verso gli abissi sprofondando lungo le faglie aperte che attraversano voragini popolate da creature leggendarie e minacciose.
Un'altra attrazione è stata “Missione Toba” che a parer mio è adatta a bambini piccoli e non mi ha coinvolta più di tanto.
In un secondo tempo abbiamo avuto l'occasione di provare una parte delle emozioni e sensazioni estreme che si provano in occasione di un tornado, un terremoto, una valanga, della caduta di un meteorite o di una colata lavica.
Alla fine della giornata passata tutta in questo parco di divertimento ci restava ancora un po' di tempo prima di ritornare al nostro albergo, così le nostre proff. ci hanno portati nel centro di Clermont Ferrand per andare nei negozietti a fare un po' di compere.
Dopo cena le nostre professoresse e le nostre due guide hanno deciso di portarci in un bar per mangiare una crepes tutti insieme.
Il terzo e ultimo giorno abbiamo visitato Riom dove siamo saliti sulla torre dell'orologio dove abbiamo potuto goderci il panorama di quella zona.
La nostra prof di francese ci ha spiegato che Riom è una città ricca.
Questa gita è servita a tutta la classe perché ci ha reso più uniti del solito e in questi tre giorni ci siamo conosciuti ancora di più rispetto ai tre anni passati insieme.

IN GITA NELL' AUVERGNE


I giorni 18-19-20/04/2012 la 3°D, insieme alla 3°F, è andata in gita a Auvergne, una regione della Francia.
Dopo 10 ore di viaggio in pullman finalmente arrivammo a Clermont-Ferrand, l'attuale capoluogo dell'Auvergne. Qui abbiamo visitato inizialmente una cattedrale costruita in pietra lavica e successivamente la Basilica Notre-Dame du Port dove è contenuta la "Madonna Nera". Dopo queste due visite siamo andati a Chatel Guyon, una cittadina termale, dove si trovava il nostro albergo. Ci siamo subito sistemati nelle nostre camere e circa due ore dopo aver mangiato, siamo andati a dormire.
La mattina dopo ci siamo recati a Vulcania, un parco d'attrazione sui vulcani.
Qui noi abbiamo fatto molte simulazioni ed io mi sono divertita molto essendo molto divertente e allo stesso tempo istruttivo.
Dopo pranzo siamo andati in un negozio di souvenirs e subito dopo abbiamo rifatto alcune simulazioni.
Dopodichè siamo tornati a Clermont-Ferrand dove le professoresse ci hanno lasciato del tempo libero.
Successivamente siamo tornati in hotel e dopo aver mangiato ci siamo recati in una creperia.
Infine dopo essere tornati e dopo aver chiacchierato ancora un po' con i nostri compagni siamo andati a dormire, stanchi morti.
La mattina seguente siamo andati a Riom e abbiamo visitato una chiesa, in seguito siamo entrati in un piccolo palazzo dove abbiamo potuto osservare un modellino in scala di Riom e successivamente siamo saliti in cima al palazzo per poter osservare la città dall'alto, in seguito abbiamo visitato un piccolo cortile molto caratteristico.
Infine in pullman siamo tornati a Milano.
Anche questo viaggio è stato parecchio lungo, ma meno noioso del precedente, avendo fatto nuove amicizie. Siamo arrivati verso le 10 di sera ed io anche se molto stanca ero felice perchè mi ero divertita parecchio e se ce ne fosse l'opportunità ci tornerei volentieri.

Vulcania

Nei giorni 18-19-20 Aprile io, la mia classe e la 3F siamo andati in Francia, in particolare ad Auvergne, per praticare e migliorare la lingua francese da noi studiata.
In particolare, del viaggio, mi ha colpita molto Vulcania nei pressi di Clermont Ferrant, questo parco di attrazione che approfondisce il tema dei vulcani e di tutti fenomeni naturali che avvengono sulla Terra.
Appena siamo arrivati ho subito notato le enormi colline a forma di cono che ci circondavano, ci hanno spiegato che quelle non erano colline, ma vulcani ormai spenti.
Ma la cosa più bella per me è stato acquisire informazioni molto interessanti attraverso attrazioni veramente divertenti, che avevano ovviamente l'obiettivo di far apprendere determinati insegnamenti sui fenomeni naturali e la cosa che mi ha dato più soddisfazione è stata capire (più o meno!) le indicazioni e informazioni in francese!
Una delle attrazioni che mi è piaciuta di più è stata "Dragon Ride" dove, seduti su una sedia apposita che si muove in conitnuazione, si viveva un'esperienza esaltante nella quale si segue un piccolo draghetto, negli abissi di un mondo fantastico popolato da creature immaginarie, all'interno di un vulcano.
Mi ha colpito molto anche la struttura del parco perchè si poteva osservare la ricostruzione artificiale di un enorme cratere dal quale, in profondità, usciva del fumo. Inoltre all'interno della struttura c'era una zona piena di alberi e c'era anche un piccolissimo ruscello e una stradina sterrata che davano l'impressione di entrare in un ambiente tropicale. La cosa particolare di questo parco era che c'erano tanti colori!
Insomma, l'esperienza di Vulcania mi è piaciuta molto perchè mi ha fatto vivere una nuova avventura tra i fenomeni della Terra che non smetteranno mai di stupirmi.

Tre giorni ad Auvergne in Francia


La classe 3D dal 18 Aprile al 20 Aprile è andata in un viaggio di istruzione durato 3 giorni con la 3F ad Auvergne in Francia.
Alvernia è un paesaggio di montagna. Il paesino era piccolo, ma molto accogliente.
Il viaggio è durato 10 ore per l'andata e 10 ore per il ritorno.
La prima cosa che abbiamo fatto appena arrivati in Francia è stata visitare 2 cattedrali.
Dopo siamo andati in albergo con il pullman e i proff. ci hanno assegnato le stanze; poi siamo andati a sistemare le nostre valigie, a prepararci e riposarci per essere pronti alle 20:00 per cenare.
Il giorno seguente dopo aver fatto colazione siamo andati a Vulcania un parco vulcanico fondato nel febbraio del 2002, nei pressi della città di Clermont Ferrand. Il parco è all'avanguardia in fatto di impianti tecnologici installati, tuttavia questi non sono mai fini a se stessi, ma sono sempre perfettamente inseriti in un ambito divulgativo-scientifico di ottimo livello.
Dopo  le attrazioni e i filmati abbiamo avuto 40 minuti per girare e comprare qualche ricordo.
Poi siamo andati a Clermont Ferrand e abbiamo visto la "Madonna Nera" poi abbiamo avuto 20 minuti per girare nei negozi e infine siamo tornati in albergo.
Abbiamo cenato e dopo in un bar ci siamo mangiati delle ottime crepes. In albergo abbiamo avuto 15 minuti liberi per stare con i nostri amici e poi siamo andati nelle nostre camere a preparare le valigie perchè il giorno seguente dovevamo ripartire per tornare in Italia.
La mattina dopo aver fatto colazione dovevamo scalare il "Puy de Dome" un vulcano però visto che pioveva siamo andati a girare per Riom e da li siamo ripartiti col pullman per tornare in Italia.