"Il bimbo ristette lo sguardo era triste
e i suoi occhi guardavano cose mai viste
e poi disse al vecchio con voce sognante
mi piaccion le fiabe raccontane altre"
Questa è l'ultima strofa di una canzone scritta da Francesco Guccini che parla di un vecchio, che spesso racconta fiabe al bambino che lo fanno sognare.
La canzone prospetta un futuro in cui l'ambiente naturale è un ricordo lontano e non esiste più.
Per fortuna oltre alle canzoni esistono racconti e personaggi di un libro che possono far sognare come Elzéard Bouffier del libro "L'uomo che piantava gli alberi".
"Quando penso che un uomo solo, ridotto alle proprie semplici risorse fisiche e morali, è bastato a far uscire dal deserto quel paese, trovo che, malgrado tutto la condizione umana sia ammirevole".
Lui con la sua pazienza, semplicità, solitudine, generosità e fiducia in se stesso riuscì a fare di un deserto un paese ricco di natura.
Questo libro che sembra semplice e piccolo in realtà nasconde un messaggio profondo quasi un invito alla riconciliazione fra l'uomo e la natura.
Lui faceva rinascere le foreste piantando le ghiande che trovava nei boschi; purtroppo però questo è il frutto della pura fantasia dell'autore.
Simile a questo personaggio esisteva una donna africana, Wangari Muta Maathai, che vinse il premio Nobel per la pace.
Lei incominciò a piantare alberi per impedire la distruzione delle foreste pluviali del Kenya e fermare la desertificazione.
Purtroppo accanto a persone come queste ce ne sono molte che contribuiscono tutti i giorni a distruggere l'ambiente.
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