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domenica 27 aprile 2014

Ce ne stavamo lì, Jem ed io...


Ce ne stavamo
lì, Jem ed io, solo noi due, due cuori, due amicizie, dietro l'angolo del lungo viale alberato vicino a Saint Paul Street, a scrutare l'infinita bellezza della cascina abbandonata, a scrutare ogni minimo particolare del magnifico paesaggio. Seduti a fumarci l'ultima sigaretta, a dividercela da fratelli, pensando a cosa ci sia dietro a tutto e a tutti, a tutte le grandi cose... grazie al duro lavoro di una persona o della natura.
Non parlavamo tra noi, il silenzio era protagonista della grandezza in quel momento, accompagnato dal ruscello accanto a casa Darlin e dagli uccelli nel cielo che cantavano per noi. Sognatori, così ci chiamavano allora, adesso no, adesso è cambiato tutto: ci sono guerre, persecuzioni, risse, incendi e furti.  L'uomo si sta combattendo da solo, non ci rendiamo conto di che cosa stiamo facendo e quali saranno le conseguenze delle nostre azioni. Dalle piccole cose nascono grandi cose..."Dai al tempo del tempo".
Spero di andare sulle candide bianche nuvole un giorno, a bermi un bel caffè con i miei cari, i miei amici, le mie mani, i miei piedi, le mie orecchie: tutto fa parte di me, della mia vita.
Insieme ce la possiamo fare. Possiamo portare tutto a com’era prima: la vecchia cascina, la casa rossa che mi piaceva tanto quando ero piccolo. Insieme possiamo migliorare la nostra situazione e quella degli altri, solo con un piccolo gesto possiamo strappare un sorriso a chiunque.

Spero, imploro, prego che qualcuno ascolti le parole di un uomo di terza età ormai troppo vecchio per poter fare tutto da solo. E per finire, se tutto ciò non accadrà, chiedo solo una piccola cosa: un pomeriggio, 2 minuti, 10 secondi con il mio miglior amico Jem che è già sulle nuvole e mi sta aspettando per il famoso caffè di cui vi stavo parlando prima...

Ale della 3°D

venerdì 5 ottobre 2012

RESTA QUI CON ME

 E sei arrivato tu,
semplice, sincero e leale
come la neve il giorno di Natale.

Giorno dopo giorno, 
anno dopo anno,
come due fratelli 
siam cresciuti noi.

E la nostra amicizia,
prima parsa normale,
ormai è diventata indispensabile.

Perchè per me sei il più importante,
più di tutto il restante.

Resta qui vicino a me,
non adartene via,
perchè senza di te
io non vivo più.

Gina e Alessia 3G




martedì 15 marzo 2011

LA RAGAZZA "TRASPARENTE"

Riordinando le mie cose, prima del trasloco, andai in mansarda dove, nel mio baule, ritrovai il mio vecchio diario segreto di quando andavo alle elementari. Quanti ricordi, quante cose brutte ho scritto su quell'antipatica di una Ernesta, che ancora oggi è una mia compagna di classe.
Rimisi via tutto, a parte il mio diario: gli diedi una spolverata e, dopo essere scesa in camera mia, dissi a mia mamma:"Vieni a vedere! Guarda un po' cosa ho ritrovato!" "Eccomi: dimmi tutto!" rispose mia madre. Le feci vedere il mio diario e iniziai a raccontarle:"Era il mio diario delle elementari su cui scrivevo...", ma lei era già giù a sistemare le pentole negli scatoloni. "'Sto trasloco inizia a stufarmi" sbuffai.
Era ormai passata una settimana e mi sentivo come una ragazza "trasparente". I miei genitori continuavano ad ignorarmi. 
Solo dopo un po' mi accorsi che anche io trattavo più o meno così Ernesta. Due giorni dopo il trasloco era finito e purtroppo anche le vacanze.
Appena sono arrivata a scuola ho chiesto scusa ad Ernesta.
In qualche giorno siamo diventate grandi amiche e tutto è andato per il meglio.

Mary & Simo