Re Julien 2G
venerdì 11 gennaio 2013
L'Elfo e l' Albero 2
Re Julien 2G
lunedì 19 novembre 2012
Diario di un gatto di strada 2
Andai avanti, zoppicando, finché non mi stancai del tutto. Non ce la facevo più, mi sdraiai su un letto di terra, ancora non dipinta di bianco dalla neve e mi addormentai. Chiusi gli occhi, il mio unico pensiero era riposare. (to be continued)
Re Julien 2G
Diario di un gatto di strada
rotta, il freddo e la stanchezza mi permisero di fare solo pochi passi. Dopodiché caddi a terra e poi … il buio più assoluto. (to be continued)
sabato 17 novembre 2012
L' Elfo e l' Albero
danno la caccia.”
giovedì 15 novembre 2012
INCUBO-NON-INCUBO
Diario di un gatto di strada 3
in una vera famiglia. Quella sera mi diedero come pasto altra carne, perché non avevano cibo per gatti. In seguito scoprii che quel giorno era il 26 dicembre 2011.
martedì 13 novembre 2012
FULMINI E SAETTE: parte prima: il messaggio.
Era una giornata importante per i Peters: i quattro abitanti di quella casa erano emozionatissimi poiché quel giorno la loro figlia minore Kayla avrebbe iniziato la prima elementare e i Peters volevano che tutto fosse perfetto per la seconda nata, "la piccolina di casa" come la chiamavano loro.
La loro figlia maggiore, Skyler, invece avrebbe iniziato la seconda media.
Skyler aveva lunghissimi capelli ricci e color fiamma, che le arrivavano quasi fino alla vita, lo sguardo azzurro e fiero, la dentatura candida e il viso pallido.
Frequentava una scuola di Manhattan con le sue due migliori amiche Talia e Kate.
Quel giorno le raggiunse alla fermata dell'autobus:
- Ehi, passate bene le vacanze?- La salutò Talia.
-Sì, tranne per una cosa: i compiti.- Rispose Skyler.
-Già, ma vorrei comunque che fosse ancora vacanza.- Continuò Talia.
-Con lei se ne sono andate tutte le cose belle: dormire fino alle dieci, l'estate, tutti i divertimenti...- Proseguì Skyler.
-Ehi!!! Cosa siete, due depresse sull'orlo del suicidio?- Scherzò Kate. Le due amiche risero ed annuirono scherzosamente.
-Comunque lo sapete che abbiamo una nuova prof. di italiano, dicono sia severissima.-
La nuova insegnante la conobbero alla terza ora: entrò in classe come una furia, dirigendosi immediatamente verso la cattedra.
-Allora.- Proruppe interrompendo il chiacchericcio della classe.
-Cosa siete babbuini o ragazzi?- Domandò.
-Non guardatemi con quelle facce inebetite e chiedetemi come mi chiamo.- Proseguì.
-Io sono la professoressa Joanne Elisabeth Black. Ora, tu in prima fila aprì il libro a pagina 5 e inizia a leggere.-
La nuova insegnante fu soprannominata dalla classe, "la simpaticona", per la poco gentile accoglienza che aveva dato alla classe, ma la lezione di italiano fu interrotta quasi alla fine da un annuncio della preside che disse che dovevano recarsi tutti nell'aula delle conferenze perchè la preside potesse "dire due parole" agli alunni ovvero fare il tradizionale discorso di inizio anno alla scuola; Skyler pensò fosse una fortuna, ma invece i suoi problemi iniziarono tutti da li.
L'aula conferenze era la più grande della scuola; vi si tenevano le gare di Dibattito, la consegna dei diplomi e tutte le cose importanti della scuola. Per il discorso della preside inoltre avevano acceso il proiettore.
Le classi entrarono schiamazzando nell'aula e quando arrivarono tutti gli alunni, la preside inizio a parlare di che cosa si aspettasse dagli alunni... e alla fine accese il proiettore per far vedere il video: sul grande schermo comparve una enorme scritta: ATTENTA, e poi un'immagine con una foto di Skyler con sopra del sangue e un pugnale, sotto c'era anche una scritta: FARAI UNA BRUTTA FINE, firmato Fulmine.
A Skyler tutto questo non parve possibile, iniziarono a sudarle le mani, il cuore inizio a batterle a mille e...
(to be continued...)
Ary
sabato 24 dicembre 2011
La storia di Jack Pot [Parte 4]
La storia di Jack Pot [Parte 3]
Per la prima volta, Jacques aveva avuto ragione su qualcosa. Non interessava a nessuno indagare sulla provenienza di quegli oggetti, se fossero vecchi, nuovi, autentici o falsi.
venerdì 18 novembre 2011
La storia di Jack Pot [Parte 2]
La minuta figura di Bérard s'innalzava davanti a lui.
- Tazze? Hai intenzione di vendere tazze? Quando ti ho concesso l'asta pensavo volessi vendere quadri!
- Sono contrario ai quadri. Tutti noi disegniamo, eppure solo alcuni dipinti sono famosi. Alcuni, tra i più inutili vengono pagati moltissimi soldi, mentre quelli magari più significativi sono ancora del tutto sconosciuti. Quindi alla fine dipingiamo solo per noi stessi. Lascia fare a me, so cosa faccio.
Bérard si fermò a fissarlo per un istante, poi sbuffò rassegnato e si allontanò a passo di marcia.
L'asta stava per cominciare e il porticato davanti al negozio si riempiva mano a mano di persone di ogni genere. Bérard indugiò a iniziare l'asta, finchè anche gli ultimi ritardatari non arrivarono affannati, senza trovare posto.
Il tempo passò abbastanza lentamente. I venditori vendevano, i compratori compravano, Bérard urlava al megafono. Gli avvenimenti più eccitanti erano le baruffe tra le signore, che cercavano di venire in possesso di un'orribile sedia.
Finché, al turno di Jacques, si levò un silenzio immediato. L'aria si appesantì, i presenti iniziarono a tossicchiare imbarazzati. Jacques aveva meditato a lungo sulla sua presentazione. Avrebbe spacciato le tazze per i lavori di un grande artista.
- Ecco, signore e signori, quelle che sto per presentarvi sono vere e proprie opere d'arte. Vengono direttamente da un altro continente, sono frutto di un celeberrimo autore Americano. Il suo nome è..
Silenzio.
- Jack Pot. Un uomo affascinante, lasciatemelo dire.
Jacques stava prendendo gusto nel parlare, si mise a passeggiare avanti e indietro davanti al pubblico ed assunse un'aria più teatrale gesticolando.
- Pensate, signore e signori, che egli ha voluto rappresentare la semplicità degli oggetti terreni con queste tazze spoglie. Sopra vi ha inciso le sue iniziali, per distinguere i suoi lavori dalle copie. Se osservate bene, il messaggio che vuole mandare è contenuto all'interno della tazza. Quel buco che si svela dietro alla purezza esteriore della tazza, rappresenta il vuoto che può celarsi dietro all'apparenza delle cose.
Mentre parlava, Jacques cercava di evitare di incontrare lo sguardo sospetto di Bérard, nell'angolo del portico.
- Veniamo ai prezzi. Sto parlando di 5.
La gente iniziò a bisbigliare sorpresa.
- Lo so, lo so, è una super offerta. Rifiutare sarebbe uno spreco.
Qualcuno, dal fondo si alzò per andarsene. Lo seguirono altre due persone. Gli altri iniziavano a spazientirsi.
Improvvisamente, Franti, apparso dal nulla si avvicinò a Jacques.
- Amico, hai veramente intenzione di vendere quella roba per cinque euro? Se vuoi che la gente compri le tue tazze, devi dare loro un valore, un po' di rispetto. Lascia fare a me.
Jacques passò il microfono all'amico, oramai rassegnato a quella che si annunciava un'altra sconfitta. Franti iniziò a fermare la gente che stava per andarsene e a parlare.
- Ovviamente il mio socio si è espresso male. Mica credevate si trattasse di cinque euro. Ahahahahahah. Stiamo parlando di 5.000 euro. Un'offertona da non perdere, considerato il prezzo originale.
Il pubblico era ancora immobile.
- Sono in numero limitato - aggiunse Franti, con un sorriso furbetto.
Silenzio.
E fu proprio in quel momento, Jacques non se lo seppe mai spiegare.
Un brusio di fondo, un movimento lontano. Gli occhi di Franti che stavano scrutando la scena. Una mano piano a piano si alzò
...CONTINUA...
domenica 23 ottobre 2011
La storia di Jack Pot [Parte 1]
venerdì 3 giugno 2011
Il pianeta Arcobaleno

Ogni casa è situata su una collinetta e ha una piscina in cui al posto dell’acqua c’è del latte. Su ogni collinetta c’è un parco giochi in cui gli scivoli sono delle parti di arcobaleno tutte attorcigliate.
Appena una goccia d’acqua sta per raggiungere il Pianeta Arcobaleno tutti gli abitanti vengono avvisati da una sorta di Bruco giallo, verde, azzurro e rosso per riunirsi nella Piazza del Sole.
Il popolo dei Baloons è quello che occupa la fascia rossa dell’arcobaleno. Sono degli individui molto strani, con la faccia da maialino. Hanno il guardaroba tutto uguale: maglia a maniche corte con cappuccio e con disegnato perfettamente al centro della maglia un palloncino, che gli permette di sapere come risolvere un problema. Invece i pantaloni sono tutti rossi.
Quelli più vicini alla Piazza del Sole sono gli abitanti della fascia gialla.
Sono identici a quelli della fascia azzurra: delle specie di cagnolini marroncini con le gambe corte e le orecchie lunghe. Nelle fasce verdi e viola i personaggi sono molto legati tra loro e vengono chiamati Pincopalli (nella fascia verde) e Pallini (nella fascia viola).
L’unica fascia disabitata è quella arancione: un tempo era abitata, ma un incidente fece scomparire tutti i suoi abitanti.
Tra le diverse fasce non ci sono barriere e ciò è dovuto al fatto che si vogliono tutti molto bene fra loro.
Era un giorno speciale, in cui nella fascia arancione si festeggiavano i 100 anni della scoperta del Pianeta. Era una festa molto vivace e anche abbastanza rumorosa.
Anche allora c’era la regola che se una goccia avesse toccato il Pianeta, esso sarebbe scomparso.
Durante i festeggiamenti una goccia di pioggia stava per poggiarsi sul Pianeta Arcobaleno e subito il Bruco fu pronto a fare il giro del Pianeta per riunire tutti nella Piazza del Sole. Solo due abitanti della fascia arancione si erano accorti del passaggio del Bruco e avevano cercato di avvisare anche gli altri della situazione, ma invano. Questo accadde perché le due voci non bastavano per far sentire a tutti quello che volevano dire. Riuscirono a trovare un megafono, per inoltrare il messaggio a tutti. Si misero tutti a correre verso la Piazza del Sole, ormai erano a quasi un metro da lì… ma la goccia di pioggia era già atterrata sul Pianeta Arcobaleno.
E così andò a finire: tutti gli abitanti della fascia arancione erano scomparsi col Pianeta Arcobaleno, ma a differenza di lui gli abitanti non ricomparvero per l’eternità.
venerdì 20 maggio 2011
Un mondo di dolci =P
Un tempo le città erano tutte fatte di dolci, caramelle, torte e cioccolato.
Erano molto profumate e di colori diversi: giallo, rosso, rosa, verde... una cosa favolosa!!
Quello che più mi piaceva era tutto l'universo. Ogni stella veniva rappresentata da un pasticcino o da una torta proporzionata in base alla grandezza della stella. Erano tutte diverse e ognuna aveva un profumo diverso. Nessuna, neanche una, aveva lo stesso odore di un'altra. Ora però non ci sono più tutti questi pianeti a pasticcini, ne è rimasto solo qualcuno.
In tutto l'universo c'era solo un castello, che conteneva tutti tipi di cioccolatini, caramelle e tutti i gli altri tipi di dolciumi presenti nell'universo.
Uno dei pianeti più belli, che però ora è sparito, era il pianeta ciambella. Era l'unico pianeta dell'universo in cui gli abitanti si mettevano a mangiarlo durante il giorno, e durante la notte si ricreava. Gli abitanti non potevano camminare o muoversi naturalmente perché loro non avevano le gambe, ma avevano dei bastonci per il gelato e il corpo, non per niente, era un gelato, però indissolubile. Sembrava impossibile, ma tutti conoscevano tutti e si volevano bene. In quel paese non conoscevano né la guerra né il litigio.
Un giorno però, arrivò il terremoto il nemico del re che, come per magia, fece entrare nelle teste degli abitanti il litigio e la guerra. Da quel giorno tutti si misero a litigare e distrussero la loro città. A quel punto il re impazzì e chiese l'aiuto al suo amico terremoto, che, anche lui, era nemico del nemico terremoto, che arrivò immediatamente sulla città e fece tornare nelle teste degli abitanti l'amicizia, la pace e l'armonia tra tutti.
venerdì 29 aprile 2011
Luke e il gigante

Luke è un ragazzo di 14 anni che è tutto colorato perchè quando tocca una cosa, il suo corpo assorbe colore. Luke ha una personalità solare ed è anche un po' testardo. Lui e gli altri abitanti, diversi da lui, vivono in un mondo di felicità e gioia.Si trova dentro un piccolo raggio di sole dove non piove mai, e c'è sempre un arcobaleno colorato.
E' un mondo fantastico, ma l'unica cosa triste è che è governato da una perfida oca, che se qualcuno non ubbidisce ai suoi ordini lo spedisce sulla terra vera e propria.
Nella piazza del paese c'è una casa gigantesca dove vive l'oca.
Luke è l'unico del suo paese ad essere colorato e nessuno lo capisce, quindi il suo sogno è di essere un eroe. Un giorno, la perfida oca spalanca la porticina della casa di Luke e rapìsce i suoi genitori. Disperato Luke decide che c'è solo una cosa da fare, andare nella zona della tristezza dove vive un gigante. Con il cuore in gola Luke entra nella casa, è deserta, ma ad un certo punto sente la terra tremare e arriva il terribile e temibile Gigante.
Il Gigante non é cattivo come pensano tutti, in realtà è buono come le caramelle.
Luke racconta senza timore la sua storia e scopre che in fondo lui e il Gigante sono uguali perchè entrambi non sono capiti da nessuno.
Gigante é l'ultimo della sua specie, in questo mondo. L'oca è il suo animale domestico, ma con un inganno é riuscita a intrappolare il gigante.
Ma ora è la volta della vendetta, Luke sale sulle orecchie del gigante e sussurrando gli dice:"Non avere paura, ci sono io con te: andiamo a farci un petto d'oca e strapazziamo le sue adorabili uova tatatatan."
Allora il Gigante prende la rincorsa, sfonda la porta del castello, manda l'oca nel forno e diventa il nuovo re. Promette di governare felicemente e garantìsce il posto di eroe a Luke.
Lamborlandia
C’era una volta il paese di Lamborlandia, sul pianeta Bourn.
I suoi abitanti dormivano durante il giorno e, quando era notte, giocavano, mangiavano e lavoravano.
A Lamborlandia crescevano tante piante strane: gli alberi avevano la chioma gialla, perché nelle foglie scorreva la giallofilla, e il tronco rosso; dalla corteccia spuntavano delle spine appuntite; i fiori sembravano vermi arancioni usciti dal terreno.
Le case erano dipinte di viola e non avevano neanche una finestra.
A Lamborlandia c’erano anche due grattacieli. Uno era altissimo, il più alto di tutto il pianetaBourn, l’altro era più basso, circa la metà del primo.
Il grattacielo più alto era del signor Jason Jill, ricco proprietario di una ditta di automobili volanti. Jason Jill era un signore non molto alto, con le gambe corte e le braccia lunghe. Aveva una barba lunga e ruvida e i capelli castani tagliati corti e pettinati a spazzola. Indossava un paio di occhiali rotondi che gli davano un’aria da scienziato un po’ pazzo.
Il grattacielo più basso era invece del signor Torg Jenny, ricco commerciante di gioielli. Torg Jenny era un signore che cercava di assomigliare il più possibile a Jason Jill e quindi si pettinava come lui, portava gli stessi occhiali e aveva la stessa barba, ma un po’ più ispida. Era piuttosto vanitoso e indossava sempre una collana d’oro molto preziosa.
Un giorno Torg Jenny decise di costruire altri piani sul suo grattacielo, perché voleva che diventasse più alto di quello di Jason Jill. Ma Jason Jill non era d’accordo. Così iniziarono a litigare e la lite durò un anno intero.
Jason Jill and Torg Jenny erano sempre arrabbiati e dedicavano tutto il loro tempo libero a litigare fra loro. Non avevano più tempo per giocare con i loro figli, per divertirsi, per andare a ballare o al cinema. Finché ad un abitante di Lamborlandia venne un’idea: invece di continuare a litigare, i due signori avrebbero potuto provare a diventare amici e fare pace.
Jason Jill e Torg Jenny ascoltarono il suggerimento e decisero che da quel giorno Lamborlandia avrebbe avuto due grattacieli della stessa altezza, e loro, invece di preoccuparsi solo del successo, si sarebbero dedicati agli abitanti di Lamborlandia. Da quel giorno tutti vissero felici e contenti e non ci furono più litigi.
venerdì 15 aprile 2011
Uno spavento per i Bicolori

Il paesaggio che ho disegnato sembra un paesaggio normale, ma non lo è.

ua.No Head: un nome una leggenda

venerdì 1 aprile 2011
Volare è bellissimo! ( CREDO)

Fin da quando ero piccola ho sempre desiderato volare per poter arrivare fino allo spazio e vedere se realmente gli extraterrestri esistono!
Mi piacerebbe volare per andare a scuola, andare al mare, al posto di prendere l'aereo.Mi piacerebbe buttarmi giù dall'aereo senza le
attrezzature e usare le mie innate capacità di volo!Voi non lo sapete, ma io ho le ali.
Vorrei passare il resto della mia vita volando!!!!!!!!!!!

Il mistero del blackout improvviso
Foongus, andava per il verso giusto finché un blackout improvviso rovinò la giornata agli abitanti della città.Gli abitanti funghi erano disperati perché senza elettricità non potevano fare niente: quando la città era buia per i turisti sembrava abbandonata. Ed ecco Foongus, l'investigatore andare sulla scena del "crimine" per capire chi fosse il responsabile. Provò a parlare con il capo della torre elettricità

per sapere se aveva visto qualcuno provocare il blackout: rispose di no. Chiese a tutti gli abitanti della città, ma la risposta era sempre la stessa: no! Allora decise di uscire dalla città e trovò una traccia:
delle forbici e un filo della corrente elettrica. Forse Foongus ha già capito chi fosse stato, ma aveva bisogno di più indizi per accertarsi che fosse lui il colpevole: tutto era contro di lui.Ecco che Foongus vide Coso Misterioso, un turista dal nome impronunciabile perché avrebbe potuto far esplodere qualcosa. Gli chiese se lui aveva provocato il blackout dato che aveva provocato danni alle ad città, ma lui negò, impassibile come sempre. Foongus sapeva già che Coso Misterioso era un sospettato e, dopo tutto quello che aveva fatto in passato, sapeva che era stato lui.
Fu condannato a restare in prigione per due anni e adeso sì che la giornata andava per il verso giusto.
giovedì 24 marzo 2011
DOVE MI PIACEREBBE VIVERE ;-)
Adesso non mi piace più leggere questa storia, ma quando sento qualcuno che ne parla, mi torna in mente.
Anche la descrizione del paesaggio mi ha sempre colpito, a chi non piacerebbe vivere in una zona così verde, con boschi, alberi e tutto il paesaggio montano?
Esistono un sacco di versioni diverse, che parlano di Cappuccetto Rosso e della sua mini avventura e se entrassi in una di esse vorrei viverci un'avventura super bella. Per esempio se il lupo tornasse potrei aiutarlo a sconfiggerlo di nuovo, però mi piacerrbbe che arrivasse un nuovo antagonista e non per forza un animale, ma anche un uomo, come un cacciatore che vuole catturare tutti gli animali del bosco e portarli via.
In qualsiasi caso, non mi importa di quale avventura si tratta, basta che ne possa vivere una, l'importante è che non sia una storia noiosa, altrimenti me ne vorrei rimanere nella realtà.


