- Che scherzo è questo?
La minuta figura di Bérard s'innalzava davanti a lui.
- Tazze? Hai intenzione di vendere tazze? Quando ti ho concesso l'asta pensavo volessi vendere quadri!
- Sono contrario ai quadri. Tutti noi disegniamo, eppure solo alcuni dipinti sono famosi. Alcuni, tra i più inutili vengono pagati moltissimi soldi, mentre quelli magari più significativi sono ancora del tutto sconosciuti. Quindi alla fine dipingiamo solo per noi stessi. Lascia fare a me, so cosa faccio.
Bérard si fermò a fissarlo per un istante, poi sbuffò rassegnato e si allontanò a passo di marcia.
L'asta stava per cominciare e il porticato davanti al negozio si riempiva mano a mano di persone di ogni genere. Bérard indugiò a iniziare l'asta, finchè anche gli ultimi ritardatari non arrivarono affannati, senza trovare posto.
Il tempo passò abbastanza lentamente. I venditori vendevano, i compratori compravano, Bérard urlava al megafono. Gli avvenimenti più eccitanti erano le baruffe tra le signore, che cercavano di venire in possesso di un'orribile sedia.
Finché, al turno di Jacques, si levò un silenzio immediato. L'aria si appesantì, i presenti iniziarono a tossicchiare imbarazzati. Jacques aveva meditato a lungo sulla sua presentazione. Avrebbe spacciato le tazze per i lavori di un grande artista.
- Ecco, signore e signori, quelle che sto per presentarvi sono vere e proprie opere d'arte. Vengono direttamente da un altro continente, sono frutto di un celeberrimo autore Americano. Il suo nome è..
Silenzio.
- Jack Pot. Un uomo affascinante, lasciatemelo dire.
Jacques stava prendendo gusto nel parlare, si mise a passeggiare avanti e indietro davanti al pubblico ed assunse un'aria più teatrale gesticolando.
- Pensate, signore e signori, che egli ha voluto rappresentare la semplicità degli oggetti terreni con queste tazze spoglie. Sopra vi ha inciso le sue iniziali, per distinguere i suoi lavori dalle copie. Se osservate bene, il messaggio che vuole mandare è contenuto all'interno della tazza. Quel buco che si svela dietro alla purezza esteriore della tazza, rappresenta il vuoto che può celarsi dietro all'apparenza delle cose.
Mentre parlava, Jacques cercava di evitare di incontrare lo sguardo sospetto di Bérard, nell'angolo del portico.
- Veniamo ai prezzi. Sto parlando di 5.
La gente iniziò a bisbigliare sorpresa.
- Lo so, lo so, è una super offerta. Rifiutare sarebbe uno spreco.
Qualcuno, dal fondo si alzò per andarsene. Lo seguirono altre due persone. Gli altri iniziavano a spazientirsi.
Improvvisamente, Franti, apparso dal nulla si avvicinò a Jacques.
- Amico, hai veramente intenzione di vendere quella roba per cinque euro? Se vuoi che la gente compri le tue tazze, devi dare loro un valore, un po' di rispetto. Lascia fare a me.
Jacques passò il microfono all'amico, oramai rassegnato a quella che si annunciava un'altra sconfitta. Franti iniziò a fermare la gente che stava per andarsene e a parlare.
- Ovviamente il mio socio si è espresso male. Mica credevate si trattasse di cinque euro. Ahahahahahah. Stiamo parlando di 5.000 euro. Un'offertona da non perdere, considerato il prezzo originale.
Il pubblico era ancora immobile.
- Sono in numero limitato - aggiunse Franti, con un sorriso furbetto.
Silenzio.
E fu proprio in quel momento, Jacques non se lo seppe mai spiegare.
Un brusio di fondo, un movimento lontano. Gli occhi di Franti che stavano scrutando la scena. Una mano piano a piano si alzò
...CONTINUA...
4 commenti:
Bella anche la seconda parte! Brava! Questo racconto ti prende proprio!! :-)
Miriana
Grazie mille :)
brava Caro molto bello. Devo dire che trovo questa storia a puntate più coinvolgente di quella precedente(il sospiro)... aspetto la prossima puntata!
Grazie tra poco uscirà la terza.
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