C'era un tempo in cui viveva un uomo famoso per le sue truffe. Era Jacques Pottès.
Viveva in Francia, a Parigi, ma la sua fama aveva fatto il Tour de France. Era un uomo alto e barbuto, con gli occhi neri misteriosi e corti capelli marroni. Amava raggirare le donne, le sue innumerevoli fidanzate, a cui regalava delle tazze di ceramica per farle innamorare. Sopra c'erano incise le sue iniziali, J.P. e diceva che così loro avrebbero potuto pensare a lui in ogni momento, perfino a colazione. Un giorno, però, fece l'errore di regalare una di quelle tazze (tutte uguali) ad una strega che, intuito l'imbroglio, gli lanciò un sortilegio. Siccome amava tanto regalare le tazze, sarebbe morto se non ne avesse vendute un milione entro un mese.
- E' già mattina?
Jacques di alzò dal suo enorme letto.
- Cosa vuoi che sia? - rispose Franti.
Jacques si stiracchiò, si strofinò gli occhi e, quando si ricordò che in frigo c'era il gelato, si alzò. Franti era il suo migliore amico e ormai viveva con lui da più di cinque anni, ma a volte Jacques avrebbe voluto spaccargli la faccia. Prese una ciotola e, mentre si versava i cereali, chiese con nonchalance: - Ma me lo sono sognato?
Da quando la strega gli aveva lanciato il sortilegio, si alzava tutte le mattine sperando che fosse solo un sogno. Purtroppo la strega aveva incontrato la persona più superstiziosa di Parigi.
- No, non te lo sei sognato. E' meglio che ti inventi al più presto un modo per vendere tutte quelle tazze. Continuano ad arrivare scatole su scatole piene zeppe di quella roba. Jacques sono passati cinque giorni! E' il momento di cominciare, non credi?
Jacques masticava in silenzio. Deglutì. Stava pensando ad un modo per raggirare le persone.
- Cosa spinge la gente a comprare cianfrusaglie simili? Sono stato a tante mostre qui in giro e ho visto quadri di ogni genere. Ma alcuni completamente inutili. E allora perché valgono tanto?
Era di cattivo umore perché si era appena ricordato del suo tentativo fallito sugli Champs-élysées. Aveva allestito una graziosa bancarella che vendeva tazze, ma nessuno le aveva comprate.
Poi gli venne un colpo di genio e quasi si strozzò con i cereali.
- Ma certo!
Si alzò in piedi, mentre fissava la grande finestra che dava sulla strada.
- Alla gente non interessa da dove provenga l'oggetto interessato. A loro non interessa la qualità. Basta dire che siano in numero limitato.
- E credi davvero che funzionerà?
- Oggi pomeriggio c'è un'asta al negozio di Bérard. Mi deve un favore da quando ho fermato il furfante che gli aveva svuotato la cassa.
- Non l'avevi fermato, l'avevi corrotto.
- E che differenza c'è? Per Bérard sono ancora un eroe.
Si andò a vestire. Guardò l'orologio. Non era mattina, era mezzogiorno.
Uscì di fretta, tutto imbacuccato. Il freddo invernale già stava pungendo quelle gelide mattine autunnali. Per strada le foglie gialle e rosse scricchiolavano sotto i piedi di Jacques, sempre più veloci. Intanto lui osservava la gente che usciva dai negozi. Persone soddisfatte o deluse. Con in mano una carabattola o niente. Arrivò davanti all'insegna mezza arrugginita 'Da Bérard, il mago dell'antiquariato'. Più che mago era l'ossessionato dell'antiquariato.
Entrò accompagnato dal solito tintinnio del campanello. Poi un nano parlante disse: - Benvenuti da Bérard, il mago dell'antiquariato. Lui ha di tutto e di più e troverete sicuramente l'oggetto appropriato.
Bérard era un uomo vecchio e barbuto, capelli grigi e statura bassa. Quasi scompariva dietro al bancone. Salì sullo sgabellino e accolse il potenziale cliente.
- Buongiorno e benvenuto da.. Ah, sei tu Jacques. Hai finalmente deciso di comprare qualcosa?
- Dopo l'orologio senza la lancetta dei minuti che mi hai affibbiato, no grazie.
- Sicuro? Eppure mi è appena arrivato un bellissimo orologio a pendolo che..
Gli arrivava sempre qualcosa. Jacques si chiese da dove prendesse tutta quella roba. Raramente qualcuno entrava nel suo negozio per acquistare qualcosa, ma le sue aste erano seguite da mezza Parigi. Forse grazie alla popolarità del suo nuovo sito Internet.
- Veniamo al dunque, uomo. Mi serve che tu mi inserisca nella tua asta.
Bérard lo guardò sospetto.
- E sentiamo, cosa vorresti vendere?
- A questo penso io. Allora ci stai?
L'uomo sospirò. In fin dei conti gli doveva un favore.
- Va bene, accetto. Ma vedi di trovarti qui alle tre precise.
Alle due e mezza Jacques era già là.
...CONTINUA...
2 commenti:
Bella storia, mi ha incuriosito, voglio sapere come finisce. Ti prego continua! :)
Miriana
Grazie pubblicherò tra poco il seguito ;)
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