Nevicava
quel giorno, sì nevicava. La neve cadeva lievemente sull’asfalto e sui prati
sconfinati attorno ad esso. Il buio della notte era illuminato solo dai
lampioni, alti come giganti, che se ne stavano dritti intorno alla strada, come
cavalieri in attesa del passaggio di un re. Il freddo si faceva strada, attraverso la mia pelle, per entrare nelle
mie ossa, con il risultato di farmi sentire ancora più debole di quanto non
fossi già. Me ne stavo sdraiato sull’erba congelata, ad aspettare il sonno.
Il mio pelo, in parte striato e in parte bianco come il latte, veniva
continuamente mosso dal vento.
Avevo appena
subito un incidente: stavo attraversando la strada, ero stanco e infreddolito,
non avevo guardato se arrivavano automobili, attraversai e basta. O meglio, avevo cercato di
attraversare. Appena messa la zampa sull'asfalto era passata una macchina a tutta
velocità. Mi colpì in pieno petto, scaraventandomi sul prato. Fortunatamente non mi feci male, fatta eccezione per la zampa
anteriore sinistra. Cadendo, infatti, me la fratturai. Non riuscivo a muoverla. Almeno la neve serviva a qualcosa: il freddo attutiva il dolore, ma non
completamente e le fitte non me le poteva risparmiare nessuno. Dopo vari tentativi riuscii ad alzarmi e con
fatica, a camminare. Mi dissi “Sono un gatto, posso farcela, devo solo andare
avanti”. Ma la zampa
rotta, il freddo e la stanchezza mi permisero di fare solo pochi passi. Dopodiché caddi a terra e poi … il buio più assoluto. (to be continued)
rotta, il freddo e la stanchezza mi permisero di fare solo pochi passi. Dopodiché caddi a terra e poi … il buio più assoluto. (to be continued)
Re Julien 2G
Nessun commento:
Posta un commento