lunedì 25 ottobre 2010

Diario di bordo

Lunedì 26 ottobre 2009 andai in gita per due giorni, in barca, con la mia classe e un marinaio esperto. Stavamo per salpare quando il marinaio, la prof. Piloni, la prof. Volpi e la prof. Filippi scesero dalla barca per andare a prendere ancora dell'acqua, perchè quella caricata non sarebbe stata sufficiente.
Eravamo da soli in barca; dopo cinque minuti Matteo esclamò:"Ehi ragazzi, correte, ci stiamo allontanando dal porto". Tutti andammo a poppa per vedere se era vero, ma Matteo non si era sbagliato. Gridammo aiuto, ma ormai la corrente ci aveva trascinati al largo e nessuno poteva più sentirci, per di più il marinaio, diffidente, aveva portato con sé tutti i sui marchingegni per chiedere aiuto e nessuno di noi sapeva guidare una barca a vela.
Provammo a girare il timone, niente, eravamo spacciati, venticinque alunni dispersi nell'immensa distesa blu.
Dopo due giorni Leonardo e Laura erano impazziti, Cecilia aveva cercato di buttarsi giù dalla barca e Andrea che aveva bevuto il vino del marinaio, era ubriaco fradicio! Eravamo in pochi ancora normali, ma non credo che avremmo resistito a lungo.
Infatti dopo cinque giorni tutti erano impazziti, solo io e Luca avevamo ancora la testa sulle spalle, Carolina era impazzita quando vedemmo due squali che per fortuna non ci guardarono neanche. Dopo una settimana io avevo perso ogni speranza; sdraiata sul ponte in preda al panico, decisi di scrivere il mio testamento, ma poi pensai:"Ma va, che stupidata, non ci troveranno mai!""
Era molto strano non aver incontrato neanche un minuscolo gommone!
Dopo neanche un minuto vidi una barca della guardia costiera, pensai fosse un miraggio e invece era tutto vero! Scoppiai in lacrime e iniziai ad urlare. La guardia costiera ci vide e ci riportò subito a riva. Eravamo salvi.
Quando attraccammo al porto, le proff. ci corsero incontro, a loro non interessava che Andrea avesse bevuto il vino e che noi puzzassimo così tanto che anche una puzzola, se ci si fosse avvicinata, sarebbe morta asfissiata, a loro importava solo di vederci sani e salvi.
La guardia costiera sapeva che se avesse cercato di accennare alle proff. di fare più attenzione in futuro, loro gli avrebbero dato una strigliata che avrebbe lasciato il segno.
Lo so che una settimana di navigazione per Cristoforo Colombo e i suoi marinai sarebbe sembrata una bazzecola, ma per dei ragazzini di dodici anni non lo fu, ve lo posso assicurare.

11 commenti:

Carolina98 ha detto...

Bellissimo racconto Alice! Se vedessi uno squalo mi spaventerei davvero! Quel ruolo della storia mi calza a pennello! =)

alice98D ha detto...

haha lo immaginavo comunque anche tu hai pubblicato un'affascinante post

Carolina98 ha detto...

grazie =)

Megghy98 ha detto...

bellissimo alice.
sei stata molto brava...

Francesca98 ha detto...

bravissima,ci hai fatto ridere molto

Rita Piloni ha detto...

Ma siete proprio sicure che le proff. Piloni, Volpi e Filippi vi avrebbero lasciati soli su una barca? E se fossero rimaste, che cosa sarebbe successo? Chi vuole raccontare questa altra storia?

Carolina98 ha detto...

Avrebbero evitato di farci impazzire! E ci avrebbero portato in salvo...

Karina ha detto...

E' una storia davvero molto bella. Brava!!

Anonimo ha detto...

Hai scritto un racconto davvero molto bello!

alice98D ha detto...

grazie mille a tutti anche se un po' in ritardo =)=)

Anonimo ha detto...

Cntinua così!!!!!!!!!!!!

Posta un commento