Nella foresta l’ ululato del vento si
univa a quello dei lupi.
L’elfo correva, il sudore gli colava
dalla fronte. Saltava da un albero all’altro, aveva paura, paura di perdere
tutto ciò per cui aveva lottato fino a quel momento. Gli
orchi lo stavano inseguendo, da ore ormai. L’arboreo incominciava a sentirsi
stanco. La vista si appannava, i piedi inciampavano nei rami, fino a che cadde
a terra. L’ erba era fresca e l’elfo ne sentiva il profumo. Ma a quell’aroma leggiadro si aggiungeva il fetore degli orchi, che continuavano a correre, con
le lance, rozze ma appuntite, che potevano forare la pietra. La creatura dei
boschi arrivò ai piedi di una montagna: era in trappola.
Gli orchi si avvicinavano, in cerchio.
Ma arrivò qualcuno, o qualcosa, che fece scappare gli orrendi esseri.
L’elfo si girò e vide un ombra oscurare
la luna. Era alta, grossa, imponente e sicuramente spaventosa…
∞
Il mattino dopo riaprì gli occhi. Doveva
essere svenuto. Guardò ad Est. Il sole sorgeva tra le nubi. Si accorse di essere appoggiato a qualcosa di
duro, legnoso.
Guardò dietro di sé e per poco non
svenne di nuovo. Un albero.
“Sei tu che mi hai salvato ieri notte?”
chiese Tarimas, un po’ impaurito.
“Sì piccolo elfo, sì.”. Queste parole
rimbombarono nelle orecchie appuntite di Tarimas: l’albero parlava.
“Qual è il tuo nome albero?”
“Il mio nome? Noi del popolo degli
alberi non abbiamo nome. Esistiamo dall'inizio dei tempi e non ci sono mai stati
attribuiti nomi. Ma ora, elfo, parlami di te.”
“Sono Tarimas, così dice il mio elmo.
Quest’elmo è l’unica cosa che mi è rimasta. Il mio villaggio è stato distrutto
dagli orchi, che volevano uccidere tutta la gente. Ma quando si sono accorti
che ero rimasto vivo, ero già scappato nella foresta. Così mi
danno la caccia.”
danno la caccia.”
L’ albero ne sapeva qualcosa di questa
storia, ma lo avrebbe rivelato all’elfo molto più tardi…
To be continued…
Re Julien 2G
2 commenti:
che bello!!!
scrivi presto il seguito!!!
kiarina
Bel racconto!
Ary
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